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Uno smartwatch contro le crisi epilettiche

Uno smartwatch contro le crisi epilettiche

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Embrace, lo smartwatch che prevede le crisi epilettiche

Un nuovo smartwatch è stato lanciato qualche giorno fa, ma non ha niente a che vedere con quelli di Apple, Samsung o affini. Embrace – questo il nome del dispositivo – non vanta lussuose interfacce, ma sa “leggere” attraverso la pelle del polso i segnali di una crisi epilettica in arrivo. E allertare il paziente e i suoi familiari affinché non siano colti alla sprovvista.

A FIOR DI PELLE. Il dispositivo, sviluppato dalla startup milanese Empatica in collaborazione con il Massachusetts Institute Of Technology (MIT), misura l’attività elettrica della pelle (o meglio la conduttanza cutanea, ossia la capacità di conduzione elettrica della cute) mediante la sudorazione, e come effetto di effetto di cambiamenti profondi a carico di determinate aree cerebrali. Quindi, utilizzando un modello basato su anni di dati clinici, estrae dalle misurazioni una previsione su eventuali attacchi epilettici in arrivo.

UNA MISURA DELLO STRESS. Il sensore è stato originariamente studiato per identificare gli stati emotivi di bambini con autismo, e individuare le situazioni che possono stressarli. La conduttanza cutanea riflette infatti cambiamenti nell’attività delle ghiandole sudoripare, che sono un indicatore dello stato del sistema nervoso autonomo in presenza di stimoli con valenza emotiva.

SCOPERTO PER CASO. Molti bambini con autismo hanno anche attacchi epilettici: un giorno, un piccolo paziente che stava testando lo smartwatch ha registrato un picco di attività elettrica a livello cutaneo. Venti minuti dopo, è stato colto da una crisi. Si è quindi capito che lo stesso dispositivo era in grado di captare i segnali di allarme prima di un evento acuto.

Uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista scientifica Epilepsiaconferma che il sensore sa individuare gli attacchi imminenti con il 94% di accuratezza. Inoltre, può monitorare temperatura e movimento del soggetto consentendo di fare attività fisica e controllare la qualità del sonno.

ALERT SALVAVITA. Durante un attacco, l’iperattivazione dell’amigdala fa sì che si smetta di respirare. Ma se qualcuno scuote il paziente o lo stimola, la respirazione riprende. «L’iperattivazione dell’amigdala dà anche una forte risposta a livello di conduttanza cutanea – spiega Rosalind Picard del MIT – il nostro orologio cattura questa risposta e decide quando è il caso di inviare un segnale» (al paziente e a un familiare o amico designato).

I PROSSIMI PASSI. L’obiettivo è prevenire la Sudden Unexpected Death in Epilepsy (SUDEP), la morte improvvisa e inattesa di soggetti che soffrono di epilssia: un evento raro che colpisce pazienti epilettici per ragioni ancora non del tutto note. Sapere in anticipo quando arriverà una crisi può aiutare ad affrontarla in sicurezza.

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